waiting for superman



avevo comprato questo film un po’ di tempo fa, ma poi non lo avevo mai guardato. Ora, approfittando del mood pre-universitario in cui sono, ho voluto sbirciare la situazione delle scuole pubbliche americane.
E’ strano come la mia scelta sia partita in un modo completamente diverso. Ho scelto un percorso per mia figlia all’età di tre anni (forse anche prima) e, insieme a lei, abbiamo proseguito il cammino. E’ una scuola privata, ma più che altro è una scelta di vita, lontana dalla cultura e dalla mentalità italiana. Forse per questo faccio sempre fatica a rapportarmi alle altre mamme. Non perchè io ritenga la mia una scelta migliore, è solo una mia scelta, migliore per me e per il suo futuro, cosa che può non valere per gli altri.
Ma io ho potuto scegliere. E in Italia le nostre scuole pubbliche, che io ho frequentato, sono spesso molto valide e competitive.
Guardando questo film-documentario ho messo insieme tutti quei pezzi, di cui negli anni avevo sentito parlare, ma che non capivo fino in fondo. La scuola pubblica americana è un vero disastro e quelle poche che si salvano sono così desiderate da dar vita a una lotteria con cui si assegnano i posti. La differenza tra la “fortuna” di chi può scegliere e quella di chi viene estratto.
Le storie di Anthony e Francisco, di bambini che provengono da quartieri come Harlem e Bronx, a New York, o dai quartieri intorno a downtown Los Angeles, quelli di cui sento sempre parlare, ma che nella mia Los Angeles non esistono. Bambini desiderosi di studiare, ma che hanno un futuro segnato perchè le statistiche, riguardo alla loro preparazione scolastica, parlano chiaro. Bambini che non possono apprendere dai loro insegnanti, perchè, tanti di loro, possono avvalersi della legge “tenure”, inventata anni fa dai professori universitari per non essere licenziati per motivi politici, ma con cui oggi si può rimanere assunti a vita, qualunque cosa si faccia o non.
La relazione tra il quartiere e la scuola. Come a Pittsburg, dove i ragazzi abbandonano la scuola e vanno a riempire il carcere. Un detenuto costa in media allo stato $33,000 all’anno. In una media di quattro anni si vanno a spendere $132,000 per persone che costano a livello di pasti, sicurezza, attività ricreative, ma che non lavorano e non pagano tasse. I soldi vanno solo da una parte. Si è calcolato che un ragazzo in una scuola privata, per tredici anni costerebbe $107,900 e, così lo stato risparmierebbe $24,000 per il college!
Assurdo. Magari un po’ lontano da noi, ma utile per capire tanti concetti americani.


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