my Marni shopping chez H&M




l’ultima volta per la collezione di Jimmy Choo da H&M avevo giurato che non l’avrei mai più fatto, non avrei mai più partecipato a uno shopping da così sfegatata fashionista. In coda dalle sette e mezza del mattino, tra Piazza Duomo e San Babila, con già i braccialetti delle prime fortunate finiti, in attesa di riuscire, forse, ad accaparrarmi un capo qualsiasi, tra lo stupore dei passanti e gli insulti delle ragazzine per cui “potevo permettermi di andare da Jimmy Choo vero, senza stare lì in coda”. Loro che non sanno neanche chi è Tamara Mellon o, in questo caso, Consuelo Castiglioni.
Comunque sia, l’ho rifatto. Veramente è stato del tutto non programmato. Quando sono arrivata a Nizza, sulla via dello shopping, ho realizzato che, l’8 marzo, sarei stata lì e ci sarebbe stato il lancio della collezione Marni per H&M. A Milano non ci avrei neanche provato. Questo tipo di collezioni sparisce nel giro di pochi minuti e, l’ultima volta, sono stata gettata davanti a uno stendino che ho, prontamente svuotato, senza dare troppa importanza alle taglie. A New York, per Viktor & Rolf, con Alessandra, ero riuscita ad aggiudicarmi solo una t-shirt e il negozio sulla Broadway è stato svuotato in cinque minuti. Però ho pensato “Nizza….Marni…..cosa ne sanno queste francesi del Sud?!” Dopo qualche incubo notturno sulle strategie da adoperare, alle dieci ero già a Nizza. Già??? Mica troppo “già”. Le vere fashioniste di New York e Londra erano in coda dalla mezzanotte del giorno prima con tanto di seggioline e termos! Sono arrivata e, davanti al negozio, non c’era nessuno. Va bene che è Nizza, però è strano lo stesso. Ecco! Appunto! Ero nello store da uomo. A loro della collezione di Marni per H&M non è che importi molto….Mi dirigono dietro l’angolo ed eccola lì…la coda! Chiedo ingenuamente, nel mio titubante francese, se è la coda per entrare da H&M. Una francesina con passeggino (noi fashioniste amiamo far partecipare i nostri pargoli alle nostre follie) mi scruta e, scoraggiata, risponde sì. Una turista giapponese, fingendosi persa, ci passa davanti. Le francesi lasciano fare, a Milano l’avrebbero già messa alla gogna. Alla fine diventiamo tutte amiche ed entriamo. E’ l’unico caso in cui devi sperare nella povertà altrui, perchè almeno ti lasceranno qualcosa da comprare. Ma sono pazze! Non spingono, non urlano, sono troppo educate. Alla fine, quando si rendono conto che la roba sparisce davvero, iniziano a strapparsi i capi di mano. Ah ecco. Sembrava strano. Io mi accaparro un bel bottino (dalla taglia 4 alla 12) e mi posiziono in un angolo per provare tutto. Gli stendini, nel frattempo, si svuotano, vengono ri-riempiti e in 50 minuti esatti (dalle 10, orario d’apertura, alle 10.50) la collezione è finita. Il giorno dopo sarà già su e-bay. A New York, Londra e Milano hanno fatto di meglio. Ci hanno messo molto meno con gioia di pochissime.
Pochi secondi e gli scaffali vengono smontati. H&M torna quella di sempre, di Marni non c’è più traccia. Consuelo Castiglioni ha fatto un ottimo lavoro. Sembra una collezione delle sue e non una low-cost. Stampe, fantasie e volumi richiamano proprio il suo stile. Ora deve solo arrivare la primavera, perchè non vedo l’ora di indossare tutto. Quattro borse, appendini e sacche compresi, carico tutto in auto. Shopping in Costa Azzurra? Fatto!

la coda da H&M Nizza

l’interno del negozio

il mio bottino


Beverly Hills

H&M New York
tre amiche a NY col loro bottino da $10.000. In coda dalle 11 della sera prima, per uno shopping programmato da tempo, hanno soggiornato allo strategico W Hotel

Londra


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