omg beach is dangerous!


La metterò tra le cento cose da non fare: mai presentarsi in una spiaggia di Tel Aviv con un libro dal titolo “Sex and the Country”. A un certo punto ho pensato anche di togliere la copertina ma su quella rigida è uguale!!
Adesso vi spiego. Nel tardo pomeriggio sono scesa in spiaggia (prima volta qui) per un’oretta di sole prima dell’inaugurazione di stasera. Costume, copricostume e libro. Mi sdraio tranquillamente e inizio a leggere, non pensando alle conseguenze. Io che di solito sono abituata alla California, dove difficilmente qualcuno ti avvicina, qui sembro l’americana assediata dai partenopei mentre è in vacanza in costiera. Nell’attimo in cui rimango sola arriva il mio Indiana Jones, con tanto di cappello. All’inizio pensavo di essere in difetto io, magari troppo spavalda in un Paese conservatore, perchè la domanda è stata (e ci ho messo un po’ a capire che si rivolgeva a me): “Ti è concesso leggere un libro così?” Giuro che nessuno mi aveva mai chiesto se mi era “allow to do something” (permesso fare qualcosa). Quando ho capito dove voleva andare a parare ho risposto “Guarda che sono europea, noi facciamo tutto quello che vogliamo!” (te la sei cercata). Da lì è iniziata l’intervista. “Di cosa parla? Io ho visto il film” (guarda che non è lo stesso, quello è Sex and the City), e allora “qual è la differenza?” “Questa è una e là erano in quattro”. “E quanti uomini ci sono?” “Uno” (ma cosa vuoi???? Nel frattempo, a ogni battuta, tornavo a leggere, come dire vattene!). Alla domanda “ma tuo marito qualche cosa”, semplicemente per scoprire se ero sola o meno, ho detto che era in acqua e allora si è informato sul perchè io non andassi (a un certo punto ho temuto andasse ad affogarlo per risolvere il problema). Insomma non finiva più. Per uscire dal suo milione di domande gli ho detto dell’inaugurazione di stasera almeno si è dileguato. Non prima di avermi detto che ero “funny, divertente, per essere pomeriggio” (cosa vuol dire? che normalmente uno è simpatico perchè è sera? Perchè ha bevuto?! Boh!). Almeno ho portato a casa un “simpatica” a dispetto di quelli che pensano che io sia glaciale! A seguire un tizio che, dopo avermi chiesto di dov’ero e avermi detto che lui era israeliano di Gerusalemme, mi ha lasciato la sua borsa da curare mentre faceva il bagno. Nel frattempo smetto di essere sola, due minuti e basta, perchè poi va al bar. Eccone un altro. Aiutooooo ma posso continuare a leggere in pace??? Stessa battuta del precedente. Rido. Allora mi chiede, ridendo, se qualcun altro mi aveva chiesto la stessa cosa sul titolo del mio libro. Divertita dico di sì. Però almeno questo è giovane e simpatico. Mi racconta del Festival di Sanremo a Tel Aviv, mi parla di Toto Cutugno e diventiamo quasi amici quando, finita nuovamente la mia solitudine, si dilegua. Nel frattempo mi sono bevuta la borsa da proteggere. Fortunatamente l’aveva ripresa il tizio di Gerusalemme che avrà maledetto la mia inaffidabilità. Ecco la mia oretta in spiaggia. E domani dovrei stare qui tutto il giorno!!! Voglio un bodyguard. Domani scendo col Times. Voglio vedere cosa hanno da dire.
p.s. nel frattempo mi sono presa una pallina da squash sulla spalla dai giocatori di racchettoni incalliti e, mentre mi dirigevo verso la strada, un ottantenne, o giù di lì, mi stava venendo incontro. E no basta!! Ma non c’è limite d’età???? Troppo pericolosa la spiaggia di Tel Aviv. Meglio dedicarsi allo shopping…

caftano Sack’s Tel Aviv, costume H&M, sandali in plastica Fendi, occhiali Celine

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